Dalla rivoluzione russa alla nascita dell'URSS

La rivoluzione di Febbraio

La partecipazione della Russia alla prima guerra mondiale aveva aggravato le condizioni del popolo e diffuso un profondo malcontento. Scoppiarono delle sommosse alle quali aderirono anche le truppe incaricate di reprimerle (rivoluzione di febbraio). Si formò così un nuovo governo di ispirazione liberale presieduto da L’vov, che indusse Nicola II ad abdicare. Si delineavano due poteri: governo provvisorio e i soviet. Lenin, leader dei socialisti bolscevichi, sostenne la necessità di trasformare la rivoluzione borghese di febbraio in rivoluzione proletaria. Egli toglie ogni alleanza col governo perché appoggiato dai Menscevichi, dando tutto il potere ai soviet. È contro la politica liberale del governo de L’vov e contro i Menscevichi che vogliono la guerra perchè vuole la pace immediata. Le sue idee però non vengono accettate nemmeno da tutti i bolscevichi, che vogliono una rivoluzione agraria.

La rivoluzione d'Ottobre e Lenin al governo

Il governo guidato da Kerenskij decise di proseguire il suo impegno nella guerra mondiale. Il generale Kornilov tentò un colpo contro il nuovo governo, mentre Lenin per conquistare il potere occupò con la guardia rossa il Palazzo d’Inverno, sede del governo, dando inizio alla rivoluzione d’ottobre.
La rivoluzione d'Ottobre sfociò con un governo basato sui soviet. Sciolse l’Assemblea costituente e stipulò la pace di Brest-Litovsk con cui la Russia uscì dal conflitto rinunciando però alla Polonia, Lituania, province balcaniche e una parte della Bielorussia, riconoscendo anche l’indipendenza della Finlandia e dell’Ucraina dove si era già formato un governo socialista interventista.

La guerra civile e il comunismo

Scoppiò una guerra civile tra i rossi, sostenitori dei soviet, e i bianchi, antibolscevichi. Lenin istituì la Terza Internazionale per diffondere su scala mondiale la rivoluzione proletaria; creò successivamente l’Armata Rossa. Inoltre intraprese un programma di controllo forzato su tutta la produzione, chiamato comunismo di guerra: le derrate alimentari furono confiscate, fu vietato il commercio privato e fu anche stabilito il controllo operaio sulle fabbriche.

La NEP

Di fronte al suo insuccesso, Lenin diede corso alla Nuova Politica Economica (NEP), la quale prevedeva il parziale ripristino del libero commercio, l’aumento dei prodotti disponibili per il consumo, la prospettiva di profitti privati e una maggiore libertà per i contadini. Intraprese anche la lotta contro l’analfabetismo reprimendo però ogni forma di credenza religiosa con un rigido insegnamento marxista nelle scuole. Venne infine creata l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS) dotata di una costituzione. Il potere legislativo era affidato al Consiglio o Soviet supremo dell’Unione, quello esecutivo al Consiglio dei commissari del popolo e quello giudiziario alla Corte suprema dei soviet.